I cataloghi delle monete romane: la storia e la situazione attuale

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Corpus Nummorum Imperii Romani Vol 3

Corpus Nummorum Imperii Romani Vol 3

In questo articolo ti racconterò la storia del collezionismo di monete antiche e la nascita dei grandi cataloghi di monete imperiali romane, fino ad arrivare al più completo catalogo oggi esistente scritto in italiano: il “Corpus Nummorum Imperii Romani“.

La passione per il collezionismo di ciò che è bello

Fin dall’antichità l’essere umano si è interessato di beni materiali che colpivano positivamente l’immaginario collettivo e la propensione finale era quello di collezionarli, andando a creare delle raccolte disparate di oggetti che diventavano delle vere e proprie passioni. Sappiamo dalle fonti antiche che in epoca greca e romana l’aristocrazia acculturata amava collezionare statue e pitture di artisti famosi, influenzando non poco il mercato d’arte dell’epoca. Leggi tutto

L’inaugurazione del Colosseo e i troni degli dei sulle monete dell’imperatore Tito

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Sesterzio dell'imperatore Tito con raffigurato il Colosseo

Sesterzio dell’imperatore Tito con raffigurato il Colosseo

Seguendo la divisione cronologica degli autori del Roman Imperial Coinage, l’Amphiteatrum Flavium compare su sesterzi emessi da Tito nel periodo 80 d. C. – 81 d. C. e su sesterzi emessi da Domiziano in per il Divo Tito nell’81 d. C. – 82 d. C. [1]. Vi è rappresentato sul dritto dei sesterzi l’edificio circolare con prospettiva a “volo d’uccello” che permette di osservare la grande maestranza degli incisori: si notano le statue che avrebbero dovuto ornare le aperture ad arco dei tre diversi ordini dell’anfiteatro e la riproduzione delle persone (create con un semplice puntino) che riempivano i maeniana, suddivisi questi dalle scalinate di accesso ai posti a sedere.
Il risultato artistico dell’immagine d’insieme è davvero stupefacente.
Il Colosseo è riprodotto con a fianco la Meta Sudans e una porticus probabilmente riferibile alle terme di Tito inaugurate insieme all’anfiteatro [2]; questi monumenti si trovano invertiti nelle due varianti: Meta Sudans [2] a destra e thermae (?) a sinistra nel primo caso, viceversa nel secondo caso.

L’Anfiteatro Flavio iniziò a costruirlo Vespasiano nei primi anni di regno, ma morì prima di poterlo inaugurare; infatti fu il figlio Tito ad avere questo onore nell’80 d. C., sebbene le parti superiori del monumento non fossero ancora terminate in quel momento; per terminare l’opera Domiziano apportò modifiche importanti, anche nei sotterranei dell’arena. Leggi tutto

Recensione dei volumi del CNIR fatta dalla rivista “Monete Antiche”

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Rivista bimestrale "Monete Antiche": recensione CNIR

Recensione del bimestrale “Monete Antiche”

Riporto con grande piacere l’articolo integrale apparso sulla rivista bimestrale “Monete Antiche” ad ottobre.

Se non lo sapessi, “Monete Antiche” è una rivista che tratta di monete medioevali e antiche che pubblica ininterrottamente dal 2002.

Fammi sapere cosa ne pensi commentando l’articolo.

Buona lettura Leggi tutto

La restituzione dei trofei partici: analisi iconografiche sulla propaganda monetale augustea

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Augusto di Prima Porta

Statua dell’imperatore Augusto: Augusto di Prima Porta o Augusto loricato. Statua in marmo bianco, alta 2,04 metri conservata ai Musei Vaticani.

In questo articolo ti presenterò uno studio sull’intensa propaganda augustea inerente la restituzione delle insegne militari ad opera dei Parti nel 20 a. C., esaminando le serie monetali in grafia latina che furono emesse a Roma e nelle zecche imperiali di Colonia Patricia, Colonia Caesareaugusta e Pergamo.

Obbligai i Parti a rendere le spoglie e le insegne di tre eserciti Romani, e a domandare, supplici, l’amicizia del popolo Romano. Queste insegne, le deposi nel penetrale del tempio di Marte Ultore.[1].

Con queste poche parole Ottaviano Augusto, nel suo testamento ideologico rappresentato dalle Res Gestae, impresse in eterno la restituzione delle insegne militari che in precedenza i Parti sottrassero alle legioni romane nel 53 a. C., conseguentemente alla disfatta del generale Marco Licinio Crasso [2].

La restituzione delle insegne, però, non avvenne come conseguenza di una vittoria di Augusto sul popolo partico, ma grazie a relazioni diplomatiche.  Fin dalla metà degli anni venti del I sec. a. C. i romani furono preparati ad una nuova campagna militare contro i Parti; questa però si svolse in un modo per nulla spettacolare: dopo qualche movimento delle truppe romane a scopo intimidatorio si giunse ad un accordo diplomatico. Nel 20 a. C. il re dei Parti Fraate restituì le insegne, liberò i prigionieri di guerra e mandò a Roma in ostaggio alcune delle sue mogli e anche alcuni dei suoi figli così da riconoscere l’autorità romana nel presente e per il futuro [3]. Leggi tutto

Editto di Costantino: la religione rappresentata sulle monete

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In questo articolo ti parlerò delle conseguenza che seguirono l’Editto di Costantino (o Editto di Milano) sulle monete, e in particolare su come la religione venne rappresentata su di esse.

La storia di Costantino

Statua colossale di Costantino conservata nei musei capitolini di Roma

Statua colossale di Costantino conservata nei musei capitolini di Roma

Costantino nacque a Naisso il 22 marzo di un anno da collocarsi intorno al 280, da Costanzo Cloro ed Elena che, quando conobbe Costanzo era proprietaria di una locanda o semplicemente vi ci lavorava; infatti Ambrogio (Ambrogio, Sulla morte di Teodioso, 42) diceva di Elena che era passata dallo sterco al regno, divenendo in seguito una figura di primaria importanza sulla scena dell’impero.
Elena e suo figlio Costantino accompagnarono Costanzo in tutti i suoi spostamenti fino al 290 circa quando, il giovane Costantino si divise dai genitori per essere educato alla corte di Diocleziano, dove raggiunse il grado di tribuno.

Nel 305 Costanzo fu elevato al grado di Augusto e suo figlio cercò subito di raggiungerlo; lo incontrò mentre salpava dalla Gallia alla Britannia, dove vi morì il 23 luglio 306. A seguito di questo evento gli eserciti stanziati in Britannia ruppero il rigido ordinamento tetrarchico dioclezianeo con la nomina a imperatore di Costantino.
Sappiamo che successivamente il nuovo imperatore intraprese diverse campagne militari nelle Gallie dove sconfisse anche il vecchio Massimiano nel 310; per questa notizia, un anonimo panerigista che pronunciò molto probabilmente il suo discorso ad Autun, ricordò in quello stesso anno come a Costantino fosse apparso Apollo – che in quest’epoca si assimilava al dio Sole – in un santuario per profetizzare che egli avrebbe raggiunto il trentesimo anno di regno (Panegirici latini VII, 21, 4). Leggi tutto

Plutei di Traiano (cosiddetti): esempio di affinità fra la scultura e l’iconografia delle monete nella propaganda imperiale

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Plutei Traiano: suovetaurile

Suovetaurile rappresentato dalla processione verso l’altare dei 3 animali sacrificali nei plutei di Traiano

In questo articolo ti parlerò dei plutei cosiddetti di Traiano, mostrando uno spettacolare esempio di affinità tra la scultura e l’iconografica delle monete nella propaganda imperiale e come, proprio grazie ai dati che riusciamo ad estrapolare dalle monete, sia possibile confermare o correggere certi accadimenti storici.
Sono certo che alcuni dei fatti dell’epoca ti ricorderanno più di una volta la nostra politica interna…
Questo argomento è trattato anche nel “Corpus Nummorum Imperii Romani” all’interno del capitolo dedicato all’iconografica monetale dell’imperatore Adriano. Leggi tutto